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Convegno "Nuove energie per vecchi edifici": conclusioni

Si è svolto l'8 luglio a Capriva a Villa Russiz il convegno “Nuove energie per vecchi edifici” che ha radunato nell’amena cornice un gran numero di progettisti ed interessati alla ristrutturazione ad alta efficienza energetica.
Il tema è stato affrontato partendo dai requisiti energetici, che attraverso il protocollo CasaClima FVG si coniugano con la qualità costruttiva. Le azioni da attuare devono partire da alcune priorità: risparmio energetico, utilizzo razionale dell’energia e ricorso alle fonti rinnovabili. La normativa nazionale e regionale, ad oggi, non porta ad un’elevata qualità costruttiva ed energetica: problemi di ponti termici, spifferi, umidità e condensa, muffe, deperimento dei materiali… per evitarli sono necessari una progettazione integrata, attenta e puntuale, un incremento delle competenze, un dialogo continuo tra progettisti e maestranze. Come ha ribadito Fabio Dandri di APE, CasaClima significa soddisfacimento di elevati standard energetici, visione complessiva e integrata del progetto, attenzione al dettaglio, concreta qualità delle opere costruite, vigilanza sul processo e tutela dell’utente finale.
Zeno Schiappelli, dello Studio Tribus di Bolzano, ha presentato ExPost, il primo edificio pubblico ristrutturato in standard Casa Passiva in Italia, evidenziando come delle scelte attente in fase di progettazione abbiano permesso di migliorare l’efficienza energetica dell’edificio passando da oltre 90mila euro di spese di riscaldamento a poco più di 4mila. Il risparmio permetterà di ammortizzare la maggiore spesa affrontata per arrivare alla classe CasaClima Oro in circa cinque anni. Il risultato è stato possibile grazie ad un migliore isolamento, serramenti ad alte prestazioni e sguinci alle finestre, impianto d’aerazione e fotovoltaico nonché tetto verde.
Anche gli Assessorati all’Energia delle province di Udine e Gorizia sono stati chiamati a dire la loro sull’orientamento delle proprie amministrazioni. Stefano Teghil ha presentato le azioni della Provincia di Udine, che ha appena chiuso il Fondo per l’efficienza energetica in edilizia, di cui una significativa parte dei finanziamenti andranno ad abitazioni ristrutturate. Il Fondo prevedeva tra l’altro un incentivo maggiore a questa categoria sia per i costi ad essa legati, che per la “cementificazione del suolo” evitata con la scelta di riqualificare un vecchio edificio piuttosto che costruirne uno nuovo. L’assessore ha inoltre ricordato l’impegno della Provincia a migliorare il proprio patrimonio immobiliare: dal luglio 2008, le nuove costruzioni e ristrutturazioni dovranno arrivare almeno in classe A CasaClima. La prima eccellenza in questo ambito sarà la ristrutturazione in classe Oro del convitto del liceo Bachman a Tarvisio.
L’assessore isontino Mara Cernic ha evidenziato l’impegno della propria Provincia in direzione della sostenibilità, dell’efficienza energetica e del ricorso alle fonti rinnovabili, presentando le iniziative dell’amministrazione per la diffusione della tecnologia fotovoltaica che riguardano sia un accordo con gli istituti di credito per la concessione dei mutui per la realizzazione di questi impianti, che il sostegno di iniziative che prevedono la concessione di aree di la realizzazione di tetti fotovoltaici: chi mette a disposizione l’area fruisce dell’energia elettrica prodotta, chi realizza l’impianto riceve la tariffa incentivante del conto energia.
Ha chiuso l’incontro una carrellata di esempi di ristrutturazione CasaClima in Friuli Venezia Giulia: Luigi De Sabbata, impresario, ed Enrico Gatti, progettista, hanno presentato la ristrutturazione Antiqva a Tavagnacco, sottolineando come l’edificio storico manterrà le sue caratteristiche estetiche ma verrà profondamente mutato dal punto di vista dell’efficienza energetica.
Massimo e Manuela Rossi, dell’impresa Rossi Fratelli, hanno offerto un interessante raffronto tra i consumi di tre appartamenti di tre diverse palazzine costruite dalla loro azienda. Rilevando che l’appartamento dell’edificio certificato in classe B CasaClima ha costi di riscaldamento inferiori del 75% a quelli di un altro, sempre di recente costruzione (1998), è maturata la scelta di riqualificare quest’ultima palazzina intervenendo sui ponti termici e sull’isolamento per portarla in classe B CasaClima.
Infine è stato proposto il punto di vista di ATER, il cui obiettivo è quello di creare un’offerta di edilizia residenziale pubblica dove il costo sia interamente sostenibile e non solo con riferimento al canone. Con un patrimonio immobiliare datato ed il 65% dei fabbricati privi di impianto di riscaldamento, ha osservato Alessandra Gargiulo, le famiglie con minori possibilità economiche non possono neppure permettersi la climatizzazione invernale. Dalla collaborazione con il Consorzio per lo sviluppo per il polo universitario di Gorizia, rappresentato al convegno da Claudia Fedrigo, è nato il progetto per la riqualificazione di una palazzina di sei unità con l’obiettivo della certificazione CasaClima in classe B che permetterà di ridurre la bolletta energetica del 70% e, soprattutto, garantirà il comfort abitativo.
Nuove energie per vecchi edifici, quindi. Il direttore di APE, Matteo Mazzolini ha chiuso i lavori ribadendo le potenzialità di riqualificazione energetica del nostro patrimonio edilizio, ma sottolineando anche che il percorso virtuoso da compiere per conseguire il traguardo dell’effettiva efficienza energetica: «Abbiamo voluto dimostrare che non solo si può fare – ha detto Mazzolini – ma che esistono gli strumenti, le competenze professionali, le imprese ed i prodotti e che economicamente gli interventi si giustificano, ovvero che è intelligente procedere con metodo. Questa è la via da seguire».

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